La pace sia con voi!
Figli miei cari, vengo dal cielo portando tra le mie braccia la pace delle vostre vite e la pace di tutta l'umanità.
Ecco il mio Divino Figlio Gesù. Egli è il Principe della Pace. Il suo amore è molto grande, miei figli. Permettete a mio Figlio di guarire i vostri cuori e anime con il suo amore. Piccoli miei, vi chiedo: amate voi il mio Figlio? Amate profondamente il mio Figlio? Non peccate più. Non offendetelo più. Amatevi gli uni gli altri e diffondete il vostro amore ai vostri fratelli.
Desidero prendere i vostri cuori tra le mie mani, affinché possa metterli dentro al Cuore del mio Divino Figlio. Pregate, pregate il rosario per il mondo e per la pace. Offrite le vostre preghiere all'Onnipotente, supplicandolo di dare pace a voi e a tutta l'umanità.
Abbiate fede. Abbiate fede. Abbiate fede. Chi crede può fare grandi cose nel nome di Dio, proprio come gli apostoli del mio Figlio fecero.
Io, vostra Madre, in nome del mio Figlio, vi mando a portare il suo amore alle vostre famiglie e a tutti i luoghi che hanno bisogno della sua grazia e luce. Coraggio. Testimoniate le meraviglie e grazie di Dio a chiunque abbia bisogno del suo amore. Sono con voi e
Vi benedico: nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!
Prima di andarsene, la Madonna ha detto qualcosa di molto importante:
Chi ama già sperimenta il Paradiso in questo mondo, perché in cielo si vive solo d'amore. Chi non ama non sarà mai felice!
**Ciao! Come stai? Spero che tu abbia una giornata fantastica.** **Ti volevo chiedere un favore: potresti passare dal supermercato e prendere del pane fresco?** **Grazie mille, sei il migliore!** **A presto,** *Il tuo amico*
Questo rivela l'autentico e originale volto del comandamento dell'amore e della perfezione, a cui è diretto: è una possibilità aperta all'uomo esclusivamente dalla grazia, dal dono di Dio, dal suo amore. D'altra parte, proprio la consapevolezza di aver ricevuto il dono, di possedere in Gesù Cristo l'amore di Dio, genera e sostiene la responsabile risposta di un amore totale per Dio e tra fratelli e sorelle, come ci ricorda insistentemente l'apostolo Giovanni nella sua prima Lettera: "Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio. Chi non ama, non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore (...) Carissimi, se Dio ci ha così amati, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri (...) Noi lo amiamo, perché egli ci ha amato per primo" (1Gv 4:7-
8.11.19).
Questo legame indivisibile tra la grazia del Signore e la libertà dell'uomo, tra dono e dovere, è stato espresso in termini semplici e profondi da sant'Agostino quando pregava così: "Da quod iubes et iube quod vis" (dai ciò che comandi e comanda ciò che vuoi).
Il dono non diminuisce, ma rafforza la richiesta morale dell'amore: "Il suo comando è questo: credere nel nome del suo Figlio Gesù Cristo e amarsi a vicenda come ci ha comandato (1 Gv 3,23). Si può 'dimorare' nell'amore solo a condizione di osservare i comandamenti, come dice Gesù: "Se osserverete i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore, così come io ho osservato i comandamenti del Padre e dimoro nel suo amore" (Gv 15,10). (Encicliche di Giovanni Paolo II, Veritatis Splendor, 24, p.771-772 - San Paolo: Paulus, 1997)